Pubblico di seguito il documento che i delegati del porto di Livorno di Filt-Cgil , Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno inviato ai rappresentanti dei lavoratori in Commissione Consultiva e Comitato Portuale.
Simone Angella
Livorno 13/10/2009
L’Attivo dei delegati e lavoratori del porto di Livorno, riuniti in assemblea il 13 ottobre, esprime forti preoccupazioni rispetto a quanto sta accadendo nel porto di Livorno.
L’acceso dibattito che si è sviluppato durante l’assemblea rifiuta categoricamente ogni addebito di responsabilità, riferito a rigidità operative e alto costo del lavoro, rivolta ai lavoratori da pezzi di imprenditoria locale.
La crisi, che sta manifestandosi in maniera pesante, va affrontata congiuntamente e non scaricata solo sui lavoratori che stanno già ampiamente pagandone le conseguenze in termini di perdita di salario - visto l’ampio ricorso agli ammortizzatori sociali - e, in alcuni casi, con la perdita del posto di lavoro.
Assistiamo quasi quotidianamente ad un dibattito stucchevole sulla validità di forme di concorrenza interna allo stesso porto dimenticando, o fingendo di dimenticare ad arte, che il lavoro portuale è regolato e limitato ad un numero massimo di imprese, quindi per niente liberista.
La concorrenza, invece, diventa un valore aggiunto solo se effettuata sulla qualità del lavoro, nel rispetto delle regole vigenti e del miglior servizio che il nostro settore può offrire al territorio locale, regionale e, in una dimensione programmatica, nazionale.
A garanzie delle regole chiediamo che l’Autorità Portuale svolga con decisione il ruolo di controllo e verifica del rispetto delle norme e quello di promotore di azioni volte ad affrontare i flessi imposti dalla crisi, come già richiesto alcuni mesi fa dalle OO.SS.
Chiediamo che l’Autorità Portuale confermi gli impegni assunti con i lavoratori del porto di Livorno nell’incontro del 7 u.s., coinvolgendo il Comitato Portuale e la Commissione Consultiva, per verificare il percorso da fare e promuovere atti con l’obiettivo di riportare la discussione in un ambito di competitività sistemica
Non siamo disponibili a mettere in discussione il CCNL e combatteremo lo stravolgimento della legge 84/94 tentato attraverso il d.d.l. ministeriale attualmente in discussione.
A questo proposito ricordiamo che questo combinato disposto in aggiunta alla cd. pace sociale, fino a oggi, hanno garantito lo sviluppo della portualità locale e nazionale.
Quella pace sociale che oggi viene seriamente messa a rischio.
Restiamo come sempre aperti al dialogo con tutti i soggetti istituzionali e imprenditoriali che vorranno con noi discutere le vie di uscita da questa grave situazione anche attraverso forme di riqualificazione, formazione e investimenti per prepararsi a intercettare nuovi traffici nella prospettiva di un lenta ma auspicabile ripresa e di sviluppo e crescita del porto.
I delegati del Porto di Livorno
Filt-Cgil Fit-Cisl Uiltrasporti


